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Indagine: scarsità d’acqua a Ferentino e disservizi Acea Ato5

In breve. Acea Ato 5 S.p.A. è la società individuata dalla Conferenza dei Sindaci quale Gestore del Servizio Idrico Integrato dell’ATO 5 Lazio Meridionale – Frosinone che gestisce 85 Comuni, servendo 450.000 abitanti.

L’attuale crisi idrica è dovuta sia alle ridotte precipitazioni degli ultimi anni, che al pessimo stato della rete idrica. Per questo il problema si ripresenterà di anno in anno e va risolto quanto prima.
Ma c’è un problema amministrativo che blocca tutte le opere di ammodernamento:
l’Autorità d’Ambito (in questo caso la Conferenza dei Sindaci, composta dai primi cittadini di tutti i comuni dell’ATO5, coordinata dal Presidente della Provincia di Frosinone, con compiti di indirizzo, pianificazione, programmazione, controllo e di determinazione tariffaria) non ha presentato il Piano d’Ambito ed il Piano Tariffario 2006/2011, due documenti obbligatori per approvare il piano di interventi strutturali e la relativa copertura economica.

Questo vuol dire che finché la Conferenza dei Sindaci non stila questi due documenti, la burocrazia dice che il Gestore Acea non può spendere denaro per realizzare le necessarie modifiche. Tale assemblea è stata indetta ad Agosto presso la Provincia di Frosinone, ma non ha raggiunto per due volte il numero legale.

 

Offriamo questi documenti al cittadino che vuole informarsi.
Sentenza del Tar di Latina che condanna l’Autorità d’Ambito di Frosinone [.pdf]
Bilancio Idrico 2011 [.pdf]
Archivio documenti utilizzati per la presente analisi [.link]

 

La mia opinione? Costringere quanto prima gli addetti ai lavori a stilare questi benedetti documenti, fermi al 2006, per sbloccare interventi infrastrutturali e manutenzione delle numerosissime perdite delle condutture idriche. Con meno perdite, l’acqua basterà per tutti.
Per essere lungimiranti, va avviata anche una campagna di consumo responsabile della preziosa risorsa idrica.

 

 

Indice

L’affidamento del nostro sistema idrico ad Acea spa
Frosinone cenerentola d’Italia: la storia nel dettaglio
La sentenza del Tar di Latina e il price cap
Altre assurdità non proprio secondarie
Domande
Aggiornamenti

 

 

 

L’affidamento del nostro sistema idrico ad Acea spa.

Nel 1994 è stato avviato in Italia il processo di riforma del servizio idrico, mediante l’emanazione della Legge n° 36 del 5 gennaio 1994 (Legge Galli), con la quale il Parlamento ha approvato le nuove “Disposizioni in materia di risorse idriche”. La ratio della riforma risiede sostanzialmente nella definizione di un modello gestionale di tipo imprenditoriale che superi il frazionamento e le inefficienze riscontrate nei molti anni di gestione pubblica del settore.

L’unitarietà della gestione dell’acqua è stata resa possibile da tale legge grazie all’istituzione delle Autorità d’Ambito Territoriali Ottimali. Le AATO (91 in tutto il territorio italiano) sono delle associazioni di Comuni che, coordinati tra loro, mirano alla tutela della risorsa idrica e al miglioramento del servizio, avendo il compito di affidare il Sistema Idrico Integrato ad un unico gestore per ciascun ambito territoriale.

Per quanto riguarda la Regione Lazio, con legge Regionale n. 6 del 22 gennaio 1996 poi modificata dalla L.R. 31/99, sono state definite le regole e le procedure di attuazione che hanno avviato il profondo processo di ristrutturazione previsto dalla legge Galli . Il Lazio è stato così articolato in cinque ambiti, tra cui l’Ambito Territoriale Ottimale 5 Lazio Meridionale – Frosinone (ATO5).

In questa zona, la società Acea gestisce tutte le fasi del ciclo tecnologico dell’acqua (captazione, trasporto, distribuzione, raccolta e depurazione) attuando il Piano d’Ambito approvato dall’assemblea dei Sindaci, pianificando e realizzando gli investimenti e sperimentando nuove soluzioni tecnologiche.

Alcune cifre:
– Comuni serviti: 85
– Utenze: 188.491
– Abitanti serviti: 450.514
– Acquedotti e rete idrica: 4.200 km
– Rete fognaria: 1.700 km
– Depuratori: 133

 

L’autorità d’ambito è composta da:

La Conferenza dei Sindaci
La Conferenza dei Sindaci è composta dai primi cittadini di tutti i comuni dell’ATO ed è coordinata dal Presidente della Provincia di Frosinone. Ad essa sono demandati i compiti di indirizzo, pianificazione, programmazione, controllo e di determinazione tariffaria.

La Consulta d’Ambito
La Consulta d’Ambito è un organismo consultivo del Presidente della Provincia di Frosinone che esprime pareri non vincolanti su argomenti comunque inerenti il S.I.I. dell’ATO.

La Segreteria tecnico Operativa
La Segreteria tecnico Operativa è il braccio tecnico dell’Autorità d’Ambito e svolge compiti operativi connessi a:
– l’assistenza ai Comuni dell’ATO 5
– la fase di avvio del servizio idrico integrato
– la pianificazione degli interventi
– il controllo e la determinazione della tariffa idrica
– il controllo del rispetto dei patti contrattuali da parte del Gestore

La Legge regionale del 9 luglio 1998 n. 26 prevede inoltre alcuni soggetti ed organismi a tutela degli utenti quali:

Il Garante regionale del servizio idrico integrato che è nominato dal Presidente della Giunta Regionale.

La Consulta degli utenti e dei consumatori che è composta dai rappresentanti delle formazioni associative degli utenti riconosciute dal comitato regionale utenti e consumatori (CRUC) di cui alla L.R. 44/92.

L’Organismo di tutela degli utenti e dei consumatori (OTUC) che è istituito dalla Provincia che svolge le funzioni di coordinamento d’ambito.

Analizzando i regolamenti presentati da questi organismi, sembra però che il cittadino non abbia modo di ottenere dei risarcimenti.
Il Regolamento del servizio idrico nell’Ambito Territoriale Ottimale n.5 Lazio Meridionale Frosinone recita infatti: “Art. 26 – Le sospensioni parziali o totali nella somministrazione dovute a cause di forza maggiore o ad interventi di manutenzione programmata non comporteranno obbligo alcuno di indennizzo o risarcimento di danni di qualsiasi genere o natura“.
La Carta dei servizi ripete: “2.2.2 – Continuità del servizio. Costituisce un impegno del Gestore garantire un servizio continuo e regolare. In casi di disservizio il Gestore si impegna a limitare i tempi ed attivare servizi sostitutivi di emergenza, se necessari” e anche “2.7.8 – Risposte ai reclami. Il tempo massimo di risposta è fissato in 10 giorni lavorativi per richieste che non prevedono sopralluoghi e 20 giorni lavorativi per richieste che richiedono sopralluoghi“.

 

 

 

Frosinone cenerentola d’Italia: la storia nel dettaglio.

L’affidamento ad Acea Spa per la Gestione del Servizio Idrico Integrato ATO5 – Lazio Meridionale risale al 27 Giugno 2003, con la Convenzione n.7205.
Lasciando ad un aggiornamento futuro di questo report i primi anni di servizio, partiamo dalla tensione tra Acea e l’Autorità d’Ambito di Frosinone nata nel 2007.

 

Febbraio 2007. La Segreteria Tecnico Operativa Ato5 di Frosinone sottoscrive un atto transattivo in cui si impegna a pagare al gestore Acea 10.700.000€ di arretrati.

 

Aprile 2009. Dopo due anni, il debito non risulta ancora pagato e il gestore Acea si lamenta dei danni causati dalle inefficienze dell’Autorità d’Ambito di Frosinone (ad esempio: ritardo nella consegna degli impianti di Atina, Paliano, Cassino centro e del Consorzio Asi; mancata articolazione delle tariffe 2007 e 2008, mancata fatturazione dei consumi di alcuni periodi e fatturazione dei consumi 2009 con la tariffa del 2005, che invece andava aggiornata).

 

Novembre 2009. A sua volta l’Autorità d’ambito di Frosinone si lamenta per i mancati pagamenti dei canoni di concessione, che il gestore Acea suggerisce di scalare dal proprio credito, precisando che – finchè non sarà sbloccata la situazione – non potrà pagare direttamente ai Comuni le rate dei mutui contratti dai Comuni stessi per realizzare opere relative al Sistema Idrico Integrato.

La STO di Frosinone allora si impunta e rimarca “persistenti varie inadempienze e grave morosità nel pagamento degli oneri concessori” al gestore Acea, richiedendo:

– 6.825.000€ per gli oneri concessori 2007 e 2008
– 1.132.000€ di interessi di mora
– 6.157.000€ per il canone di concessione 2009.

Il gestore Acea ritiene tutte e tre le richieste immotivate, perchè:

– gli oneri 2007 e 2008 andrebbero scalati dal credito di 10.700.000€ che Acea vanta dal 2007
– la richiesta di interessi non è contemplata nella Convenzione di Gestione
– la cifra per il solo 2009 è eccessiva rispetto a quelle degli anni precedenti, perchè stimata includendo delle spese che non spettano ad Acea.

 

Maggio 2010. La Conferenza dei Sindaci ATO5 di Frosinone delibera che vuole prima questi 15.800.000€, ma il gestore Acea impugna la decisione al Tar. Perdura ancora “l’assoluta inerzia dell’Autorità d’Ambito nella rideterminazione delle tariffe“, ed Acea non riesce a sostenere nemmeno i costi vivi nell’esercizio del Sistema Idrico Integrato. In una lettera Acea avvisa che “i danni saranno esponenziali ed avranno riflesso sull’intera Collettività, con conseguente danno erariale“.

 

Luglio 2010. Il gestore Acea è costretto a ridurre i costi operativi, chiudendo numerosi uffici locali (compreso quello di Ferentino), vendendo proprietà e riducendo la qualità del servizio. Acea dichiara inoltre ufficialmente che non pagherà il Canone di Concessione.

 

Dicembre 2010. Acea denuncia l’ostracismo dell’Autorità d’Ambito di Frosinone, in quanto non riesce ad accedere agli atti che hanno portato alla determinazione della tariffa 2010, sostenendo quindi che tale istruttoria non abbia tenuto conto di valutazioni sulla remuneratività atte quantomeno per coprire i costi operativi. L’Acea infatti è arrivata al punto di trovarsi costretta a ridurre il capitale sociale sotto il limite legale, e a chiedere una ricapitalizzazione e un finanziamento straordinario alla capogruppo Acea Spa. Acea infine si rende disponibile ad una soluzione provvisoria con un tavolo di conciliazione.

 

Marzo 2011. La STO di Frosinone continua a rappresentare in maniera parziale tutti gli eventi pregressi, richiedendo ora un totale di 23.394.000€ su una base non chiara. La tariffa utilizzata infatti è ancora quella del 2005, nemmeno incrementata dell’inflazione programmata. Questa inerzia ha impedito anche la rinegoziazione dei mutui dei Comuni impegnati in opere relative al Servizio Idrico Integrato, che avrebbero potuto comportare una economia generale a beneficio degli utenti.
Acea infine lamenta la poca trasparenza sul conto presentato, perchè l’Ente d’Ambito di Frosinone non ha mai pubblicato la composizione delle singole voci che vanno a comporre il Canone di Concessione: in questo modo non è nemmeno dato sapere quali sono i costi di funzionamento della stessa Autorità di Frosinone e la loro incidenza sulle tariffe ai cittadini.
Vedremo in futuro Acea negare il pagamento dei costi di funzionamento degli enti di Frosinone.

 

Giugno 2011. L’Autorità d’Ambito di Frosinone, pur di ottenere subito del denaro, chiede ad Unicredit il ritiro del deposito cauzionale di Acea, per 2.843.000€, chiedendone l’immediato reintegro da parte del gestore.
La Regione Lazio (nota 373 del 14 Febbraio 2011) minaccia il commissariamento dell’Ente d’Ambito di Frosinone e 29 sindaci dei Comuni ATO5 di Frosinone propongono un’azione di responsabilità per determinare correttamente le tariffe.

 

Agosto 2011. Il Tar del Lazio (n.529/2011 del 20 Giugno 2011) riconosce la grave inadempienza dell’Ente d’Ambito di Frosinone e degli stessi Comuni nell’espletare le funzioni amministrative obbligatorie. Entro 120 giorni l’ATO di Frosinone deve determinare le tariffe 2006/2011. La tariffa infatti è la base sulla quale calcolare il Canone di Concessione, quindi non può essere richiesto un Canone se prima non si determina esattamente la tariffa. Essendo la tariffa rimasta quella del 2005, tutti i successivi calcoli del Canone risultano errati.
Acea si era anche resa disponibile ad accollarsi i debiti gravanti sui Comuni per il pagamento di rate dei mutui, ma questa opzione non era nemmeno stata discussa all’interno dell’Ente d’Ambito di Frosinone.

 

Ottobre 2011. Dopo ben quattro convocazioni dell’Assemblea dei Sindaci, il presidente Iannarilli decide di percorrere la strada del commissariamento. I rappresentanti PDL abbandonano sistematicamente l’aula facendo mancare il numero legale alle votazioni, in particolare quelle per la decisione della tariffa.
Alcuni sindaci si oppongono, facendo notare che così verranno persi oltre 100 milioni di euro di investimenti.
In seguito al referendum sull’Acqua Pubblica, la voce della cittadinanza si fa forte richiedendo l’eliminazione del “7% per la remunerazione del capitale investito” presente in fattura: una cifra che va contro le direttive della legge, e inoltre permette una remunerazione che azzera i rischi d’impresa per il gestore Acea, che invece avrebbe dovuto lavorare sul miglioramento dell’efficienza, come prevede il sistema di price cap. Vedremo che il Tar di Latina, in una nota, approverà questa mozione a favore dei cittadini.

 

Dicembre 2011. L’Ato5 di Frosinone viene commissariata. Acea invia al Commissario il riepilogo di tutta la situazione finanziaria, lamentando difficoltà nella stesura del bilancio che si ripercuotono sulla capogruppo Acea spa, quotata in borsa e in sofferenza per l’incertezza creatasi attorno al titolo.
Il gestore Acea puntualizza che:

1) il canone di concessione non può comprendere la quota relativa ai costi di funzionamento dell’ente A.ATO di Frosinone (in totale 6.500.000€) perchè tale quota non venne discussa nel contratto iniziale

2) non si è mai tenuto conto del credito iniziale di 10.700.000€

3) i canoni dovuti ai Consorzi di Bonifica (Valle del Liri, Sud Anagni e Conca di Sora) sarebbero stati pagati se l’Ente d’Ambito di Frosinone non li avesse accorpati anche ad altre cifre non dovute, come quelle richieste per il conferimento delle reti di Atina, Cassino centro e Paliano, che invece non è avvenuto

4) il gestore Acea ATO5 Spa sospende il pagamento del canone di concessione dal 2009, dichiarando che dei 34.705.903,62€ richiesti dall’AATO di Frosinone, deve in realtà 19.829.530,32€

5) la situazione ha costretto Acea Spa ad una operazione di rifinanziamento, avendo debiti per 64 milioni di euro verso i soci, di 42mln€ verso le società infragruppo, 34,5mln€ verso terzi e di 3,5mln€ verso banche.

 

Gennaio 2012. Lo scandaloso documento di Bilancio Idrico 2011 vede la fatturazione di soli 20.414.000m3 di acqua a fronte di un prelievo di 103.953.400 m3 di acqua, con l’ingresso di 93.582.500m3 nella rete di distribuzione!
Questo vuol dire che il volume delle perdite reali nella rete ammonta a 70 milioni di metri cubi che, sommati alle perdite tecniche, porta all’80% del totale di acqua prelevata!
Il rendimento primario del sistema si attesta infatti al 21,8%, che è una percentuale ridicola. Per avere una stima tangibile, questo vuol dire che ogni metro lineare di tubo dell’acqua perde 16 metri cubi d’acqua l’anno: un autentico colabrodo.

 

Aprile 2012. Grave carenza idrica della sorgente di Capo Fiume, per mancanza di precipitazioni. Istituito il divieto di annaffiamento.
Sviluppandosi per oltre 100km, il prelievo viene integrato tramite l’acquedotto di Posta Fibreno e con un piano di utilizzo a turni.

 

Novembre 2012. Ancora con problemi di carenza idrica, vengono pubblicati i dati di monitoraggio delle portate.
Tufano Pozzi di Anagni si conferma come la seconda fonte per portata (386 l/s, massima storica 395), Pozzi Trivio di Ferentino in calo del 17% con 52,6 l/s (massima storica 63), come anche il Pozzo di Tecchiena (16,5l/s, massima 20l/s). Evidentemente la città di Ferentino ha bisogno di individuare altre sorgenti.

 

Novembre 2012. Con un documento del 22 Novembre l’Acea informa il Comune di Ferentino su come ha gestito la carenza idrica.
Tutte le fonti di approvvigionamento che alimentano la Città di Ferentino hanno subito una riduzione di portata massima:

Tufano (Pozzi da 1 a 5): -3%
Pozzi Trivio: -14%
Capofiume: -48%
Caporelle (ex Regione): -20%
Capo Cosa: -2%

L’azienda ricorda quindi di utilizzare responsabilmente la risorsa idrica, perché anche se si è a Novembre le precipitazioni non avranno l’immediata conseguenza di un aumento della portata delle fonti. Sono stati effettuati 39 interventi a mezzo autobotte, e 233 piccole riparazioni nella rete idrica del territorio.

Ed ecco la frase più emblematica di tutta la storia:

[…] l’intero territorio della Provincia di Frosinone necessita di interventi infrastrutturali che il Gestore rimane impossibilitato ad effettuare, a causa dell’assoluta inerzia dell’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale 5 Lazio meridionale – Frosinone, ormai denunciata più volte nell’adempimento dei propri compiti obbligatori, ossia la predisposizione del Piano d’Ambito e del relativo Piano tariffario 2006/2011.
La mancanza di questi ultimi, difatti, non ha permesso al Gestore di attuare alcun intervento strutturale, poichè questi devono essere autorizzati dalla stessa Autorità d’Ambito“.

 

 

 

La sentenza del Tar di Latina e il price cap

Nonostante la sentenza abbia condannato tutte le inadempienze dell’AATO5 di Frosinone, anche Acea ha ricevuto un grosso avvertimento.
La definizione delle tariffe avviene sulla base di un sistema di Price-cap (il metodo generale di revisione delle tariffe dei servizi di pubblica utilità adottato dal CIPE), che tiene conto del tasso di inflazione programmato a livello governativo e del fattore di recupero della produttività assegnato alla società concessionaria.

Questo vuol dire che il Gestore, per guadagnare, deve rientrare nella spesa prefissata e – anno dopo anno – costruire un margine di guadagno sempre maggiore tramite il miglioramento dell’efficienza del servizio. Quindi se oggi il pubblico spende 10 per un servizio, affidandolo ad un privato con il price cap la spesa deve essere sempre al massimo 10, e potenzialmente diminuire anno per anno, con un calcolo concordato tra le due parti.

Il sistema di price cap presuppone quindi un tetto di spesa massima entro il quale il gestore deve rientrare, fornendo il servizio e traendone anche guadagno. Se il Gestore non ne trae guadagno, deve operare sulle inefficienze per tagliare i costi e quindi avere un utile. Nell’interpretazione “nostrana” invece il prezzo andava stabilito come somma dei costi di gestione, più il guadagno. Una operazione che mostra la totale mancanza di comprensione dei meccanismi di price cap (o la connivenza sullo sperpero di risorse pubbliche) di entrambe le parti: pubblico e privato.

Utilizzando infatti l’interpretazione “nostrana” la società privata non corre alcun rischio d’impresa, essendole garantito a priori il guadagno. Applicato in questo modo, il meccanismo di price cap non sortisce alcun effetto positivo sulla qualità dei servizi, facendo anche venir meno la necessità di affidare il servizio ad un gestore privato.

 

 

 

Altre assurdità non proprio secondarie

Il Presidente della Provincia Iannarilli ha buttato 4.000.000€ di euro in consulenze legali. In nessun altro ATO dei 90 italiani è accaduto lo stesso: si pensi che in Puglia, per dirimere una controversia del valore di 250.000.000€ le consulenze legali non hanno superato l’importo di 40.000€, cento volte meno quello che ha speso la Provincia di Frosinone.

– Attualmente la Segreteria Tecnico Operativa continua a percepire quasi 300.000€ e si compone di sole due persone, più un solo amministrativo.

– Mentre in quasi tutta la provincia nord si muore di sete o si rimane per giorni senza il servizio, nella parte bassa della provincia il 40% delle risorse idriche vengono cedute senza alcun rispetto della legge alla vicina regione Campania, a discapito di tutti i cittadini frusinati.

– Molti cittadini sono indignati dalla faziosità del presidente dell’Autorità d’Ambito, che dispone dell’organismo dell’ente provinciale come bene proprio: basta leggere il tono e il contenuto dei comunicati stampa provinciali, redatti come se fosse l’Amministratore Delegato di una società privata, in cui si riferisce a fatti, attività e contrasti politici senza alcun contesto istituzionale o rispetto per i cittadini.

Anche Acea non è da meno. In bolletta l’acqua arriva a costare anche 3€ al metro cubo. Dei 6.000.000€ che la multinazionale avrebbe dovuto investire per sistemare la rete idrica, così’ come stabilito nel contratto, ne sono stati spesi meno di un terzo. La quota relativa alla remunerazione del capitale pari al 7% della tariffa invece, abolita dai referendum (che ha deciso che non si può guadagnare sull’acqua), continua ad essere percepita da Acea.
Non è civile che la voce di 27 milioni di cittadini che ha imposto a mezzo referendum la gestione pubblica dell’acqua, venga impunemente ignorata.

– Acea è una multinazionale che qualche anno fa decise di investire nella telefonia mobile in Spagna insieme alla FIAT, senza condividere la decisione con il Comune di Roma: in quell’occasione perse soldi pubblici, e scelse di aumentare le tariffe dell’acqua per recuperare denaro perso.
C’è il rischio che la situazione si ripeta, perchè a Frosinone l’Acea perde denaro in continuazione, quindi leggere con attenzione le bollette! Se le cifre non sono chiare, contestate!
Che ACEA ATO5 S.p.A. abbia in questi anni collezionato un tal numero di inadempienze contrattuali da causare il vertiginoso peggioramento della qualità del servizio e dell’acqua erogata è un fatto conclamato e sotto gli occhi di tutti. Non c’è da stupirsi quindi se l’azienda cercherà di distribuire la passività su tutti i clienti.

E anche il Commissario non ha agito con decisione: nonostante l’ausilio di tecnici (a pagamento!), si è limitato a prendere la tariffa stabilita nella gara del 2001 (quella determinata a preventivo a copertura di un servizio perfetto e senza sfasature ed omissioni) e a rivalutarla in base agli indici Istat del costo della vita di ogni anno.
Non ha inoltre cancellato le tariffe per la remunerazione del capitale (illegali in seguito al Referendum 2011 sull’acqua pubblica): invece di togliere questa voce dalla tariffa, “consiglia” ad Acea Ato 5 S.p.A. di accantonare le relative somme nel malaugurato caso in cui sia chiamata a restituire il maltolto, che comunque, tramite questa tariffa, egli stesso le assicura (n.d. Luciano Granieri).

– Il Commissario inoltre ha fatto sua un’articolazione tariffaria calcolata dalla Segreteria Tecnica Operativa, che ha calcolato una semplice media su tutte le utenze (1.491,00 €/mc). In questo modo l’acqua costerà molto di più ai piccoli consumatori: quanta acqua utilizza mediamente una famiglia non ha nulla a che vedere con la media del “pollo” calcolata sui consumi di tutte le utenze, industrie comprese! (n.d. Luciano Granieri).

 

 

 

Domande

– E’ evidente che le responsabilità siano soprattutto degli amministratori pubblici locali: è possibile che in 85 comuni tutti siano stati incapaci persino di capire la documentazione tecnico amministrativa di gestione del Sistema Idrico Integrato? E che questa incapacità perduri dal 2006?

– E’ possibile concepire un sistema idrico nel quale sparisce l’80% dell’acqua immessa, tra perdite e abusivismi?

– Perchè il Presidente dell’Autorità d’Ambito ha mischiato attività e contrasti politici in questa situazione, decidendo di non pagare il debito iniziale di 10.700.000€?
C’è una motivazione politica dietro questa scelta?
Si può disconoscere un debito sancito da documenti ufficiali solo poiché contratto da amministrazioni precedenti?

– Indagando ancora prima, si scopre che Frosinone è stata la prima AATO in Italia ad affidare il servizio idrico ad un privato: col senno di poi, è stata una scelta affrettata?
I contratti erano maturi o contenevano delle lacune?
Non era questa l’occasione per integrare il contratto di gestione, prevedendo queste situazioni e piegandole a vantaggio dei cittadini?
E’ possibile che i consumatori non abbiano diritto a nessun indennizzo, nonostante la qualità del servizio sia inesistente?
E nonostante le ufficiali minacce da parte di Acea per un “peggioramento del servizio con limitazione dell’erogazione”?

– E’ possibile mandare deserte numerose riunioni della Conferenza dei Sindaci, nonostante l’urgenza?

– Parlando di sperpero di denaro pubblico e risorse, è possibile tenere bloccati investimenti per ammodernamenti, rinegoziazione dei mutui e restituzione delle cifre investite dai Comuni, mentre si spendono milioni per consulenze inutili e uffici che non compiono i loro compiti?
Non è questo contro le più basilari regole di gestione?
Lo sblocco degli investimenti non è una priorità?

– Perchè si è deciso di mettere in difficoltà una società, con i relativi dipendenti (ricordiamo che sono stati chiusi numerosi uffici locali ed è stata venduta la sede di Frosinone) usandola tra l’altro come banca (non sono stati tra l’altro ancora valutati gli interessi sul debito)?
Il debito contratto da Frosinone non aveva un corrispondente stanziamento?
Non poteva esser pagato quanto prima? Dove sono finiti quei soldi? Sono stati spesi per altro?

– Perchè chi aveva tutta l’autorità di effettuare scelte ha trascurato il problema a totale discapito dei cittadini? Il servizio idrico non è forse fondamentale nella vita quotidiana degli abitanti?

– Tutte queste persone non hanno configurato un danno erariale?

 

 

 

Aggiornamenti

6 Febbraio 2014. I sindaci continuano a non decidere e l’Acea si fa la tariffa idrica da sola.

L’Acea Ato5 spa, infatti, ha avviato la procedura per autodeterminare le tariffe idriche in Ciociaria.
Nei giorni scorsi, come già prospettato da queste colonne, la società che gestisce il servizio idrico integrato in provincia di Frosinone ha presentato l’istanza prevista dal nuovo metodo tariffario, finalizzata a giungere nel giro di 30 giorni alla definizione della tariffa da applicare agli utenti.
Le nuove regole, infatti, puntano a neutralizzare l’inerzia dei sindaci e prevedono che, se l’Ambito non provvede a stabilire quanto l’acqua debba costare in bolletta, il gestore può procedere autonomamente, sempre nel rispetto del metodo di calcolo.
In particolare, la delibera dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il servizio idrico (l’Aeeg) con cui è stato approvato il nuovo metodo, stabilisce che negli Ato in cui alla data di pubblicazione del provvedimento (27 dicembre 2013) non fossero state predisposte le tariffe idriche per il 2012 e il 2013 – il caso è esattamente quello di Frosinone -, il gestore entro trenta giorni dalla pubblicazione avrebbe potuto presentare all’Ato un’istanza di aggiornamento tariffario, supportata da tutti i documenti ed atti previsti e necessari per tale procedura, dandone comunicazione all’Autorità vigilante. E’ proprio questo l’iter avviato da Acea Ato5.
Ora spetterà all’Authority diffidare l’Ambito ad adempiere entro 30 giorni, trascorsi inutilmente i quali l’istanza del gestore si riterrà accolta per silenzio assenso. La nuova tariffa idrica potrà essere applicata da subito, anche se in attesa della definitiva approvazione dell’Authority (entro altri 30 giorni). Eventuali differenze si gestiranno come conguagli.
Il principio è molto semplice: secondo il nuovo metodo l’importo della tariffa si calcola sulla scorta dei dati degli anni precedenti, che sono disponibili e oggettivi; quindi se il computo non lo fa l’assemblea dei sindaci, può benissimo farlo il gestore, salvo il controllo finale dell’autorità.
I sindaci pagano così il prezzo del loro non decidere e lasciar fare a commissari e tribunali. Ne risponderanno anche ai cittadini.
Ma contro l’incapacità degli Ato a gestirsi da soli un servizio importante come quello idrico si scaglia anche la Regione Lazio.
La Giunta Zingaretti, infatti, ha approvato le linee guida per il servizio idrico in vista della nuova legge che il Consiglio regionale si appresta ad approvare per scongiurare la richiesta di referendum. Confermando le direttive nazionali, la Giunta ha stabilito la soppressione dei 5 Ato provinciali. Ce ne sarà solo uno regionale, che subentrerà nei rapporti attualmente in atto nei vari ambiti, ed in cui i comuni avranno solo una loro rappresentanza. Sindaci bocciati ed esonerati.

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Tramite il gruppo civico Cambiare partecipo ad un progetto di rinnovamento della classe politica di Ferentino. Con questo sito internet cerco di informare e creare una discussione trasparente circa le scelte operate dall'amministrazione comunale.   Lavoro in architettura e restauro, progettando e realizzando ambienti, strutture, arredi ed oggetti tramite la mia azienda, Fornaci Giorgi, che produce pavimenti, rivestimenti ed elementi architettonici in cotto fatto a mano.   Mi interesso di arti visive, interfacce uomo macchina, applicazioni internet. Ho il pollice verde ed amo mia moglie Domitilla e nostra figlia Charlotte.   In passato ho collaborato con Wikipedia, Ubuntu, Live Performers Meeting, Il Cartello per la promozione e diffusione delle arti, Greenpeace, Festival Arrivano i Corti, Il Giardino delle Rose Blu, Il Gabbiano.

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2 Commenti

  1. ok

    • ELIO

      Articolo bellissimo che illumina i cittadini di Ferentino della realtà dei fatti.

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