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Creare valore tramite il Bello

Questo programma è stato steso di concerto con architetti, urbanisti, artisti che hanno voluto presentare le proprie idee per una città originale e moderna, con un occhio alla tradizione e alla storia.

 

L’economia della Ferentino edificata attorno al centro, di quella parte del paese che non può essere né bottega né industria, deve per forza di cose essere di natura commerciale, turistica, tecnologica, dei servizi, di ricerca, di progettazione, di incontro.

Cosa sono oggi strutture come il Mercato Romano Coperto, il Teatro Romano, Piazza Matteotti, i tanti vicoli, Vascello e la sottostante camminata, l’ex Mattatoio, il parchetto di Colle Pero, Piazza Mazzini ed il volume che nasconde nel suo ventre?
Architetture importanti che oggi non assolvono a nessun compito.
Ma poiché una architettura non vive se non è utilizzata nelle sue funzioni, e quindi abitata da persone, possiamo di buon grado affermare che queste architetture siano morte.
Trattate così, anche le strade e le porte sembrano non avere più alcun valore, oltre al ruolo di soprammobile: ornamento mai spolverato e decorazione del vuoto.
L’unico modo per far tornare in vita il paese è usare questi spazi!
Creare valore tramite la Bellezza è costruire l’anello di congiunzione tra edifici e persone tramite qualcosa che, in quanto vivo e funzionale, viene usato e nel tempo vorrà esser preservato.

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Cosa fa innamorare una persona di una città, cosa la “costringe” a restare, a viverci o almeno a tornare?

La città è per chi vi abita e vi transita.
Quale politica non investe sulle persone, ma su muri che non assolvono alcun compito? Quanti interventi “cimiteriali” costellano Ferentino? Tanti investimenti in denaro sonante sono ormai completati solo per incorniciare edifici inutilizzati ed inutilizzabili, per i quali nessuno ha mai pensato una genuina destinazione, se non la fugace occhiata del passante.

Il Monumento a ricordo dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale è forse un luogo di ritrovo?
Cosa fare dell’Orto del Vescovo? E’ un parco o un posteggio per eliminare le macchine dalla Cattedrale?
Il parcheggio di Sant’Andrea, Piazza della Catena, Piazza Fioravanti, l’Avancorpo dell’Acropoli e Vicolo Meciano sono stati sistemati per semplice decoro o con l’intenzione di creare comunità o un qualche servizio?
Villa Gasbarra è l’ideale centro anziani o l’ideale asilo nido?
Il Mattatoio Comunale è mai stato per i ragazzi?
Il parco tra il Tornello e Via Ballina, Porta Sanguinaria, le Mura Ciclopiche sono una passeggiata, un parco, un posteggio… ?

Tutte opere encomiabili, ma che ad oggi non hanno alcun valore per il cittadino: non sono state investite di una funzione che chiami alla vita, all’intervento del passante, al gioco dei bambini, all’adunanza o ai momenti teneri degli innamorati!

Quel che ci si chiede allora è se questi interventi siano prioritari, rispetto alla necessità di far scorrere nuova linfa vitale nelle arterie della Città. E’ una politica fatta di tante opere secondarie, e mai di quell’unico intervento che – colpendo al cuore – lo rianima e lo fa battere!

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Questo Bello: come si mette in opera il Bello?

Allora vediamo quale deve essere questo qualcosa che deve legare i cittadini alle architetture.
Si potrebbe ad esempio dare priorità ai dettagli invece che alla grande opera, alle peculiarità del luogo invece che allo scimmiottamento delle pratiche (pure sbagliate) di altre città.

Magari invece di spendere tempo, risorse e denaro in opere impossibili (come l’Aeroporto), o invece di ragionare sul definitivo stupro edilizio della Città (la Stu come si integrerà nel contesto delle Mura Ciclopiche, della Porta Casamari e della Chiesa di Santa Maria Maggiore?) possiamo impegnarci sull’assegnare un compito ad ogni quartiere, e poi ad ogni zona del quartiere, fino a trovare il modo giusto di utilizzare ogni singolo edificio nel dare equilibrio alla città.
Che poi non si dica che ci sono contrade senza il loro pezzo forte!

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Ecco le idee: rischiose, azzardate, provocatorie.
Saranno i cittadini a decidere di provare!

 

Mercato Romano Coperto

Lasciando perdere per un attimo le problematiche dovute alla Sovraintendenza delle Belle Arti, il Mercato è a tutti gli effetti un mercato, e potrebbe assolvere ancora oggi al suo compito.
Non si parla di frutta e verdura, né di carne o pesce, per i quali ci saranno ampi spazi lungo tutta Via Consolare.
Si parla di installare all’interno dei quattro spazi dei cubi, in metallo e vetro, chiusi, con proprio impianto elettrico e di condizionamento, da affidare per servizi o commercio.

Quanto costa? 35.000€, sempre meglio di 6.700.000€ buttati per le poltrone di quell’Aeroporto di Frosinone che non esisterà mai.

Il Mercato Romano può essere anche un ufficio, può ospitare nei quattro box un centro informazioni per i turisti, un negozio di souvenir e due “negozi temporanei” da affidare a rotazione per allestimenti oppure commercio.
Il sistema dei temporary shop ha ampiamente dimostrato la sua validità: Milano è piena di questo genere di attività, che sostanzialmente sfruttano l’effetto novità (durando ad esempio un mese). Ed è così che, selezionando il tipo di commercio, il Mercato Romano può diventare un fattore trainante, la caratteristica di una strada, non con negozi stanziali ma con articoli sempre nuovi.
Vedi a questo proposito l’ultimo punto: le strade del centro.

 

Teatro Romano

Ferentino ha un teatro. Non tutte le città nell’antichità avevano un teatro. Il teatro è il simbolo dell’alto tenore di vita raggiunto dai nostri avi. Nella Ferentino che fu, c’era spazio per il sogno, la risata, la riflessione: quel che noi oggi chiamiamo “cultura“.
D’accordo: oggi la struttura non si presenta al meglio, alcune abitazioni sono state edificate sulle gradonate. Ma l’importante è che la struttura esista e conservi ancora il senso architettonico delle funzioni che deve assolvere.
Perché non vive? Perché nessuno la usa come Teatro, con la T maiuscola, per proporre spettacoli costantemente, la cosiddetta “stagione”. Non si parla di un teatro stabile, ma di organizzare annualmente una serie di spettacoli estivi, da Maggio a Ottobre, richiedendo ad esempio ad ogni scuola Superiore della Provincia di Frosinone, e poi di tutta Italia, di sfidarsi in un concorso di bravura e bellezza.

Quanto costa? Tenere aperta la struttura proprio niente, organizzare l’evento… non più di 15.000€. Soldi certamente spesi meglio rispetto ai 400.000€ per il parcheggio di Santa Nicola.

Ed è così che anche il Teatro Romano può trascinare la rivitalizzazione della zona di Santa Lucia, Santa Maria Maggiore e Porta Sanguinaria.
Vedi a questo proposito l’ultimo punto: le strade del centro.

 

Piazza Matteotti

La piazza della nostra città è a tutti gli effetti un monumento funebre. Celebra la Vittoria e i Caduti della Prima Guerra Mondiale, ma non fornisce ai cittadini l’idea di un futuro, la speranza per cui quelle persone hanno dato la vita.
La piazza normalmente è vuota, perché dal punto di vista architettonico risulta essere uno spazio che offre davvero poco ai passanti, a chi vuole sedersi o chiacchierare.
E’ molto nera e poco bianca, assolata d’estate e completamente esposta alle intemperie d’inverno.
E’ questa l’idea di piazza? No. Eppure anche questo diamante grezzo può diventare un valore tramite un pizzico di Bellezza.

Gli alberi, il verde, l’arredamento, l’illuminazione, il riparo dal sole o dalla pioggia, dei tendoni per il porticato, un piano colore che dia unità e unità agli edifici che la delimitano.
La piazza a tutti gli effetti può essere un giardino, tant’è che resta chiusa al transito dei veicoli.
E il mercato? Davvero si pensa che Piazza Matteotti sia l’unico spazio a poter accogliere il mercato del martedì?

Quanto costa? 60.000€, quanto il solo altissimo palo di illuminazione dell’incrocio di Bassetto.
Ogni piazza potrebbe (e dovrebbe) rappresentare qualcosa, un simbolo, che sia scritto e spiegato a chiare lettere anche su un cartello con i dovuti perché.
Vedi a questo proposito l’ultimo punto: le strade del centro.

 

Quartiere di Santa Lucia e i vicoli

Il quartiere latino, che potrebbe essere la sede della movida ferentinate (con corrispondente aumento del valore degli immobili), non è affatto animato o colorato, e resta colorito solo grazie alle tante persone eccezionali che lo abitano.

Quanto costa? Tante città italiane hanno varato piani di cofinanziamento per la ristrutturazione di quartieri. Il Comune realizza i dovuti interventi sulle facciate degli edifici, facendo poi ripagare ai proprietari degli immobili le spese, dilazionate nel tempo.
Eppure lo fanno tutti… perché a Ferentino proprio non si riesce?

 

Vascello e la zona sottostante

La zona che offre maggiori potenzialità dal punto di vista creativo è Vascello, uno spazio ampio, da riempire con le persone.
Si potrebbe affidare la realizzazione di una nuova pavimentazione, dell’illuminazione e dell’arredo coordinato ad uno dei tanti designers emergenti. Le sedute potrebbero integrarsi con un percorso da skate-park, al più che la zona è anche in discesa, fatto gradito agli acrobati. Potrebbe essere la sede di un’altra serie di cubi interamente in vetro, contenenti una libreria, o temporary shops, oppure un distaccamento della Biblioteca Comunale, giusto in mezzo ai ragazzi per invogliarli a leggere (e studiare). Potrebbe ospitare un container mobile con attrezzature audio e video per feste immediate e all’aperto. Potrebbe nascondere nella zona sottostante un posteggio, con box auto privati tra le colonne che sorreggono il terrazzamento.

Quanto costa? In questo caso tanto. Creare un’area attrezzata in maniera così complessa (in sostanza un grande punto di ritrovo per giovani all’aria aperta) necessita di un piano serio e di almeno 2,3 milioni di euro.

 

Parleremo un giorno di Ex Mattatoio, Parco di Colle Pero, Piazza Mazzini e il sottostante edificio, Sant’Agata? Si aspettano idee dalla cittadinanza.

 

Le strade dove passeggiare in centro

Villa Gasbarra
Altra assurdità tipica di Ferentino è che si realizzano parchi con cancelli da tenere sempre chiusi.
Il parco a pertinenza di questo edificio è stato sradicato, sostituito da uno che, a confronto, è una completa delusione: ospitava piante esotiche, anche rare, quando la globalizzazione non esisteva. Fotografie d’epoca mostrano come questo parco fosse sfavillante di vegetazione.
Ora è un prato rasato all’inglese (finché durerà). Cosa è successo? Evidentemente il gusto dei nobili predecessori è andato perduto, e si è partorito il disastro.
Sarebbe bello se Villa Gasbarra tornasse ad essere l’Orto Botanico che era.

Mattatoio Comunale
Opera simbolo dell’onanismo politico: un edificio completamente risistemato, in ogni suo dettaglio, quasi mai entrato in funzione al servizio dei giovani, al quale mai è stato assegnato un compito ben definito, e che a vederlo non è mai stato vissuto.
Il Mattatoio deve essere il locale deputato al divertimento per i giovani di tutta la provincia, sede di concerti ogni Venerdì sera. Deve servire da mangiare e da bere, ed ospitare tutte le Associazioni presenti sul territorio, offrendo loro una sede e liberandole così da due schiavitù: l’isolamento e le spese di mantenimento di spazi e magazzini.
Purtroppo la Biblioteca ha ormai trovato una sede definitiva, altrimenti… resta sempre la speranza di una propaggine tutta trasparente nella sovrastante passeggiata di Vascello. Povera Biblioteca: negli ultimi anni si è spostata per ben 3 volte.

Tra Tornello e Via Ballina
Questo parco comprende parcheggio e panchine, di fatto è la cornice alla Porta Sant’Agata e l’ingresso alla strada brecciata lungo le Mura Ciclopiche. Perché non lo abita mai nessuno? Perché è lugubre: è sempre all’ombra, non ben illuminato di notte, e questo basta a renderlo inospitale. Andrebbe quantomeno abbellito con una collezione di fiori, di piante grasse e una illuminazione scenografica. Magari potrebbe favorire la riapertura di quei localini che tanto allietavano il quartiere.

Porta Sanguinaria
Nonostante sia bellissima, chi dovrebbe passeggiare in zona? L’unica cosa che avrebbe senso è raccontare lungo questa strada la storia di Ferentino: con pannelli e poi, in futuro, una serie di mezzibusti e sculture con ampie descrizioni sul basamento, in italiano ed inglese.
Sarà allora la passeggiata preferita delle scolaresche e dei nonni con i loro nipotini.

Avancorpo dell’Acropoli
Uno dei primi esempi di architettura cimiteriale di cui Ferentino abbia memoria.
Una scalinata, un prato verde, un piccolo angolo con albero e panchina.
A cosa serve? Qualcuno ha mai incontrato due sole persone sedute lì? Luogo tanto anonimo che, in una caccia al tesoro organizzata per i bambini, si scartò la location come sede di un indizio, poiché era impossibile descriverla. Speriamo in una nuova spinta data dall’Orto del Vescovo.

Piazza della Catena
La sede perfetta per ombrelloni e ristoranti, è un parcheggio.
Una antica cisterna richiusa e pavimentata con un materiale che poco ha a che vedere con il resto dell’ambiente. L’edilizia circostante completa l’opera.
Ma cosa è successo in Piazza della Catena? Hanno deciso di accumulare tutti gli errori in un solo punto?
Liberata dalle macchine, invasa da tavolini, piante e fiori, sarà la Piazza dell’Allegria, non la scelta povera per chi non trova posteggio a Piazza Mazzini. Primo passo per una Città di Ferentino fatta a misura di uomo, non a misura di macchina.

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Tramite il gruppo civico Cambiare partecipo ad un progetto di rinnovamento della classe politica di Ferentino. Con questo sito internet cerco di informare e creare una discussione trasparente circa le scelte operate dall'amministrazione comunale.   Lavoro in architettura e restauro, progettando e realizzando ambienti, strutture, arredi ed oggetti tramite la mia azienda, Fornaci Giorgi, che produce pavimenti, rivestimenti ed elementi architettonici in cotto fatto a mano.   Mi interesso di arti visive, interfacce uomo macchina, applicazioni internet. Ho il pollice verde ed amo mia moglie Domitilla e nostra figlia Charlotte.   In passato ho collaborato con Wikipedia, Ubuntu, Live Performers Meeting, Il Cartello per la promozione e diffusione delle arti, Greenpeace, Festival Arrivano i Corti, Il Giardino delle Rose Blu, Il Gabbiano.

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2 Commenti

  1. Reali Franco

    Marco, ho letto il tuo articolo, lo trovo interessante. I tuoi spunti sono buoni, molti ne potrebbero ancora scaturire. Egregio lo sforzo per rendere “vivo” ed interessante il nostro paese. La cosa non è difficile nè troppo dispendiosa e non dobbiamo inventare o creare la nostra storia, bisogna solo riuscire a spolverare e lasciar parlare le pietre. Vorrei aggiungere qualche punto importante per la vivibilità. Fondamentale la creazione di parcheggi per i residenti e non. Non credo alle navette e assicurano l’autonomia. Frosinone ed Anagni p.e. hanno realizzato dei parcheggi che ritengo funzionali. Essendo il nostro paese un centro storico contenuto in una circonferenza di circa 5Km, da qualsiasi punto si potrebbe raggiungere a piedi il centro in pochi minuti. Solo per dare un’idea, il parcheggio della Martellina è abbastanza agevole per essere in piazza in pochi minuti. Immagino che, con un progetto adeguato, nel rispetto dell’ambiente, si potrebbe realizzare un parcheggio multipiano nel dislivello dal piano del parcheggio Martellina al livello di Vascello, che con corridoi laterali immette in quelle stradine a cui tu accenni, che coprono il dislivelllo tra la passeggiata di vascello e la zona Mattattoio. Un altro multipiano lo vedo all’inizio della circonvallazione in quel ripido pendio.

    • buongiorno franco e grazie per il commento.
      è difficile creare e tenere aperto il discorso su “come” strutturare la città di ferentino, in particolare nei nuovi quartieri e con le nuove selvagge cementificazioni.

      per risolvere il problema dei posteggi, per i quali esiste (esisteva) un piano regionale al quale il nostro comune ha attinto (la mia opinione comunque è che, con gli stessi finanziamenti ottenuti, si poteva fare ben di più), le soluzioni più attuabili sono quelle sotto vascello e a santa nicola, dove c’è il nuovo parcheggio.
      alla circonvallazione, se come ripido pendio ti riferisci “all’arella”, credo che ci siano problemi tecnici che farebbero lievatare i già altissimi costi dei nostri appalti di costruzione.
      ricordiamoci però che un adagio urbanistico dice che “i parcheggi attirano macchine”: infatti come hai visto, nonostante l’aumentato numero di posteggi, le strade sono sempre piene di veicoli messi a casaccio. perché? perché i cittadini hanno bisogno che gli si suggerisca che le auto debbano essere NASCOSTE nel posteggio, e che la strada deve rimanere libera, altrimenti multa.

      si potrebbero poi rischiare alcune demolizioni di edifici, per creare un po’ di spazio visto che – visivamente ed abitativamente – ce ne sarebbe gran bisogno.
      senza dimenticare che a volte non guasterebbe qualche soluzione che dia un poco di lustro alla nostra città: tu andresti a visitare un paese realizzato mediocremente oppure un paese che contenga degli spunti creativi, inusuali, di ogni genere? questa è una mia personale visione, ho cercato di esemplificarla in questo articolo, ma c’è modo e modo di fare le cose. la città di new york non esisterebbe senza grattacieli, che hanno rivestito una delle sfide architettoniche più grandi del secolo scorso. infatti oggi si preoccupano della “skyline”, di costruire dove percettivamente qualcosa manca, come se fosse un vaso di fiori.
      qui invece guardi la casilina, pontegrande… e ti senti male.
      doppio malessere poi a vedere che quegli edifici, costruiti per durare 70/80 anni, vengono ora acquistati/venduti in piena proprietà e soprattutto a pieno prezzo come se fossero delle mirabili opere di costruzione.

      oggi comunque c’è un problema più grande da affrontare: questi posteggi non sono “lavoro” in nessun modo, sono “residenza” e di quella che non consuma.

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