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Intervista di Egidio Cerelli su La Provincia

Vuole essere lei ad interpretare il ruolo di rottamatore a Ferentino?

Non voglio fare il “rottamatore“, anche se il sentimento di rivalsa verso chi non è riuscito a costruire il futuro della mia generazione (classe ’82) è forte.
Quindi, non imposterò mai il mio discorso sull’assioma “è tutto sbagliato“, ma sulla constatazione di dover rimettere in piedi la città di Ferentino “a partire da oggi“, fornendo quanti più punti di vista differenti non siano ancora stati considerati. Anche perchè sono ben consapevole della situazione economica in cui versava anni fa la mia città, alla quale oggi devono essere sovrapposti i meccanismi per la stabilità di Italia ed Europa, che richiederanno prestazioni molto stringenti.

 

Però lei contesta tutto, tutti, e con forza!

Quel che contesto è la mancanza di “simboli“, “significati“, “idee“: un vuoto che dovrebbe spaventare la comunità.
Davanti allo scempio economico nessuno ha avuto il coraggio o la capacità di dare un segno di serietà e rigore: la banalità di alcune soluzioni, dettata dalla mancanza di competenze specialistiche d’eccellenza nell’organico dell’Amministrazione, parla da sola.
In secondo luogo, ogni problema economico è finora passato per la cessione di un qualche bene di proprietà del Comune. Anche i programmi televisivi più scemi insegnano che prima di svendere qualcosa, devi cercare di valorizzarla.
Ma quando il portafogli è dei cittadini, hanno tutti le mani bucate.

 

Si riferisce ad una situazione in particolare?

Più analizzo i documenti ufficiali, più sono costretto ad allungare la lista degli sperperi di denaro, delle consulenze esterne non necessarie, delle deleghe totali verso altri enti, dei passaggi di mano tra produttori, rivenditori ed installatori che fanno lievitare artificialmente i prezzi di ogni appalto.

Tutti gli imprenditori che – come me – stanno affrontando la crisi, rispondono all’incertezza dei nostri tempi con due strategie: superlavoro e efficientamento di ogni spesa.
Nel secondo campo, il mondo globalizzato offre possibilità infinite di acquistare direttamente dal produttore, ovunque.
A Ferentino i due concetti non sono stati implementati affatto. Anzi peggio: non sono stati proprio “pensati”!

 

La sua linea si fa forte dell’inadeguatezza di alcune persone che occupano posizioni chiave. Viene da chiedersi: quali sono allora le soluzioni?

Quando i soldi non ci sono, uno strumento fondamentale sono i fondi comunitari, che non è altro che il modo di “spendere i soldi per bene” organizzato dai piani alti.
L’Italia è un paese che non riesce a spendere annualmente tutti i soldi che arrivano dall’Europa, e questo è paradossale, perchè quei soldi tornano indietro.

Dal bilancio comunale si evince un fatto chiaro: zero euro dalla Provincia, zero dall’Italia e soprattutto zero dall’Europa.
Questo vuol dire che il nostro Comune prende soldi solamente dalla Regione Lazio, ed è facile intuire perchè: un filo diretto tra i politici locali di oggi e quelli di ieri, che nel frattempo hanno scalato un paio di gradini.
Questo tipo di sostentamento è artificiale: quando questo unico filo mancherà saremo un paese dimenticato da Dio.
Personalmente avrei investito nella formazione di competenze che potessero scandagliare la possibilità di finanziamenti europei, capaci di sinergie con i Comuni limitrofi, nel tentativo di sviluppare quel che abbiamo, non di demolirlo per far spazio alle speculazioni.

 

E’ stato il primo candidato ad uscir fuori con certezza. Come sta proseguendo la sua campagna elettorale?

Ho detto che avrei tirato fuori una idea alla settimana, per stimolare la discussione su www.marcoinfussi.it e Facebook. Ho ricevuto nel frattempo lettere di ogni genere, talune con approfondite indagini svolte da cittadini, altre con depistaggi e minacce.
Si vede che appena uno vuol fare chiarezza, c’è tanta polvere sotto il tappeto da farti inciampare.

Documenti e problemi vanno studiati con cura, e mi sto riservando i mesi di Agosto e Settembre per farlo, in modo tale da poter offrire da Ottobre in poi una serie di soluzioni finanziariamente viabili, fattibili, più creative, condivise e socialmente più accettabili di quelle che purtroppo ci sono state imposte.
Questa è la nostra campagna elettorale: fatta di tanta responsabilità e affetto, e poca compravendita di voti.

 

Il programma però non è ancora scritto. Ci dà una dritta sui prossimi argomenti?

Il programma è partecipato (vuol dire scritto assieme ai cittadini), e verrà ufficializzato tra Settembre e Novembre. Ci sono tanti punti “facili” da scrivere, punti sulla bocca di tutti, ma su cui nessuno finora ha mai veramente lavorato.

Posso anticipare una cosa: tutto il mondo “che conta” sta spostando la lente d’ingrandimento dal mero calcolo numerico (esempio: il PIL) ad una serie di indicatori centrati sul benessere delle persone.
Questo cambio di dominio, che si sposta dal “frenetico sviluppo” alla “qualità dei risultati finora ottenuti“, è la vera novità nella politica mondiale.
Il Sole 24 Ore aveva cominciato con i Dossier sulla Qualità della Vita, ora il Consiglio Nazionale dell’Economia e del lavoro, con l’aiuto dell’ISTAT, calcola in maniera ufficiale l’Indice di Benessere Equo e Sostenibile. Questo vuol dire che dobbiamo cominciare a riflettere su come la politica definisce i suoi obiettivi e valuta i risultati della sua azione: le condizioni di vita dei cittadini dipendono dalla percezione della qualità di ambiente, salute, istruzione, relazioni sociali. Ma soprattutto dalla possibilità di sentirsi “tenuti in considerazione“.

Tornando alla nostra realtà, il Comune avrebbe molto da lavorare sul “far sentire i cittadini parte di una comunità“.
A partire dagli aumenti di tasse e tariffe dei servizi, fino alla maniera in cui viene trattato chiunque si rechi al Comune ed abbia qualche richiesta o pratica da sbrigare.

 

Trasparenza ed “accountability” sono parole troppo difficili?

La gente ha dimenticato che chi è stato eletto ha la piena responsabilità delle sue azioni, ha il dovere di fornire spiegazioni immediate, ufficiali, chiare e complete, e deve pagare quando sbaglia.
E visto che non la fa, dovrebbe avere la dignità di non ripresentarsi porta per porta ogni cinque anni.

 

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Tramite il gruppo civico Cambiare partecipo ad un progetto di rinnovamento della classe politica di Ferentino. Con questo sito internet cerco di informare e creare una discussione trasparente circa le scelte operate dall'amministrazione comunale.   Lavoro in architettura e restauro, progettando e realizzando ambienti, strutture, arredi ed oggetti tramite la mia azienda, Fornaci Giorgi, che produce pavimenti, rivestimenti ed elementi architettonici in cotto fatto a mano.   Mi interesso di arti visive, interfacce uomo macchina, applicazioni internet. Ho il pollice verde ed amo mia moglie Domitilla e nostra figlia Charlotte.   In passato ho collaborato con Wikipedia, Ubuntu, Live Performers Meeting, Il Cartello per la promozione e diffusione delle arti, Greenpeace, Festival Arrivano i Corti, Il Giardino delle Rose Blu, Il Gabbiano.

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Un solo commento

  1. Ambrogio Coppotelli

    Caro Marco,

    tu, un giovane appena trentenne, che rifiuta di essere etichettato come ‘rottamatore’ o ‘di atteggiarsi a ‘salvatore della patria’? Da quale pianeta vieni? Ovviamente sto ironizzando perché è una delle poche volte che sento esprimere un concetto così semplice nella sua naturale spontaneità che geneticamente mi appartiene.

    Del passato occorre conservare e potenziare ciò che di positivo ci ha lasciato, avendo l’intelligenza di non ripeterne gli errori che in taluni casi sono stati anche tanti e gravi.

    Il presente, per quanto difficile possa essere la contingenza, se v’è sinergia tra forze sane della società, può diventare ‘sostenibile’ anche facendo ricorso alle buone esperienze del passato senza assolutamente porsi obiettivi da megalomani.

    Quanto al futuro dipende da come si ‘gestisce’ il presente; se questo è concepito come una ‘categoria’ a sé stante, quasi ‘absoluta’ da una visione a 360° gradi della realtà, avulsa quindi dal passato e dal futuro che uno vuole costruire, allora il circolo vizioso non si romperà mai e i ‘furbetti’ (?) del quartiere seguiteranno a vergognosamente e scandalosamente ‘ingrassarsi’ sulla pelle dell’onesto cittadino.

    Complimenti!

    Ambrogio

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