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L’Associazione Il Cartello si mobilita per Cambiare

La Ferentino turistica può essere paragonata a un ristorante, dove si fanno buoni piatti, ma mal serviti, per di più con tavoli approssimativamente apparecchiati. I cultori apprezzano, ma il grande pubblico giudica dall’esterno e non entra a mangiare. E’ risaputo che la psicologia di massa sia strana.

È inconfutabile che l’Amministrazione del sindaco Fiorletta abbia messo mano a non pochi cantieri archeologici, delineando una sorprendente e inedita città romana, anche se con qualche errore nell’utilizzo dei materiali e della luce. Ma il Centro Storico è ancora una “grande fabbrica” con strabilianti “macchinari” (tra Chiese e Palazzi, più di quaranta siti archeologici da visitare in pochi chilometri quadrati) ma senza “operai”.

E qui casca l’asino: a Ferentino non c’è mai stata una seria e ragionata politica turistica, eccetto il Consorzio delle Città Fortificate, fallito ancora prima di essere costituito. Eppure il turismo tra Ferentino, l’Eremo di Sant’Antonio Abate, il Lago di Canterno, il borgo di Porciano con il suo Castello, (a proposito l’eco-albergo che fine ha fatto?) è una risorsa economica concreta, come dovrebbe essere per tutta l’Italia.

 

L’accoglienza è ridotta ai minimi termini, come testimoniano i due fatti incresciosi avvenuti qualche giorno fa, e il comune passante a cui chiedere informazioni spesso ne sa meno dei turisti (e qui, un corso di formazione turistica si rende obbligatorio per tutti gli studenti). Le aree di parcheggio di una certa consistenza, vedi Collepero e la scenografica Martellina, dovrebbero essere di indirizzo per coloro che intendono visitare la Città, attrezzandole con strutture che orientino il turista. Il traffico nel centro storico deve essere non solo regolamentato, ma anche interdetto, eccetto che per i residenti, specie per le vie e le piazze del percorso turistico, finalmente realizzato qualche anno fa su iniziativa dell’Assessore Antonio Pompeo, ora candidato sindaco per la coalizione di Centro Sinistra.

Queste benedette automobili poi, seguendo la tendenza di un costante aumento di peso, hanno reso inservibile la pavimentazione a sampietrini in via Sant’Agata, ormai fatta di rattoppi ed avvallamenti. Il rapporto costi/benefici è salatissimo e non è certo il transito veicolare a sostenere le attività commerciali, ma la capacità delle persone che le gestiscono.

Non dimentichiamo poi la necessità di una raccolta differenziata speciale per il centro storico, che faccia sparire gli antiestetici cassonetti.

 

Va insomma creato un sistema di informazioni capace di soddisfare immediatamente le richieste del visitatore, impedendo che “si perda” sin dall’arrivo presso la Stazione ferroviaria (no comment, anche sui taxi fantasma, nonostante siano state rilasciate cinque licenze).
Mettere in primo piano il turista significa in fin dei conti portare vantaggi anche per i residenti.

 

Il primo atto amministrativo sarà avvalersi tramite concorso di un esperto, costituendo un’Agenzia di promozione turistica o rimodulando i servizi forniti dalla Pro Loco.
Il secondo atto consisterà nel semplificare al massimo l’iter burocratico di competenza comunale verso coloro che intenderanno avviare un’attività nel campo turistico.
Infineincentivi con sconti tributari e fiscali a coloro che affitteranno con equi canoni i loro locali per attività commerciali, artigianali, di ristorazione e pernottamento, con la creazione di un albergo diffuso da cinquanta posti letto innestato sul Centro Commerciale Naturale “Le botteghe Gigliate”, avvalendosi in particolare delle capacità dei giovani che si diplomano nelle Accademie di Belle Arti, che devono essere chiamati ad esporre ed esporsi, ma anche ad applicarsi sulle vetrine, sugli arredamenti, sul concetto di tutta la struttura, delineando un vero lifestyle ferentinate, possibilmente meno globalizzato possibile, che rafforzi gli stilemi della nostra città fino a farli diventare brand riconoscibile.

Partendo dal marchio, gli eventi da realizzare nel corso dell’anno saranno pubblicizzati a scaglioni trimestrali, puntando su attività contemporanee (con il piano di investire un pochino meno in spettacoli di retroguardia) e cercando di scardinare il concetto di sacralità di alcuni luoghi. Poiché le architetture vuote non vivono, e per vivere hanno bisogno di un ruolo nella contemporaneità, non possiamo relegarle ad essere solo spazio espositivo: devono avere utilità quotidiana per i residenti per ripopolare il centro storico.

 

È per questo che l’associazione “Il Cartello per la promozione e diffusione delle arti”, sempre impegnata nel far conoscere il patrimonio artistico e culturale di Ferentino con eventi come “Otto Arte” (giunta alla XV edizione), appoggia due suoi esponenti di rilievo, candidati nella Lista Civica “Cambiare”Ilaria Paluzzi, artista dal gusto profondo, passionale se non viscerale, e Marco Infussi, che con la sua duale natura di artista e ingegnere, da anni porta a Ferentino prove di concetto tecnologiche e nuovi media. Ad entrambi, autentici scassinatori del modo di fare un po’ stantio e dell’economia dei mezzi, va l’augurio di poter cambiare il più possibile il futuro Consiglio Comunale (insieme ad altri giovani di qualsiasi schieramento), da sempre poco centrato sulle competenze e ancor meno sulle capacità di anticipare i rapidi cambiamenti della società e dei mercati. I progetti si fanno per il futuro, non per il passato!

 

Gian Carlo Canepa
Presidente dell’Associazione
”Il Cartello per la promozione e diffusione delle arti”

Ps. Ricordiamo che Giovedì 23 Maggio si chiuderà la campagna elettorale con un evento in Piazza della Catena alle ore 20: ci si rilassa con l’estate che arriva, mangiando, bevendo, chiacchierando e ballando.

 

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Tramite il gruppo civico Cambiare partecipo ad un progetto di rinnovamento della classe politica di Ferentino. Con questo sito internet cerco di informare e creare una discussione trasparente circa le scelte operate dall'amministrazione comunale.   Lavoro in architettura e restauro, progettando e realizzando ambienti, strutture, arredi ed oggetti tramite la mia azienda, Fornaci Giorgi, che produce pavimenti, rivestimenti ed elementi architettonici in cotto fatto a mano.   Mi interesso di arti visive, interfacce uomo macchina, applicazioni internet. Ho il pollice verde ed amo mia moglie Domitilla e nostra figlia Charlotte.   In passato ho collaborato con Wikipedia, Ubuntu, Live Performers Meeting, Il Cartello per la promozione e diffusione delle arti, Greenpeace, Festival Arrivano i Corti, Il Giardino delle Rose Blu, Il Gabbiano.

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