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Umberto Rapetto

#Cambiare: ispiriamoci agli Umberto Rapetto, ai Capitano Ultimo, ai Giovanni Falcone.

Umberto Rapetto, ex generale Guardi di Finanza. Dopo lo sconto di 500 milioni al gruppo Bplus, della famiglia Corallo, da parte della Corte dei Conti, l’ex comandante del Nucleo Speciale Frodi Telematiche mostra ai pm una lettera in cui il generale Cicciò gli chiedeva di “comunicare la nostra incompetenza in materia”. Sono stati invece assolti due ex alti dirigenti del Monopolio, Giorgio Tino e Antonio Tagliaferri. Non sarà una grande somma rispetto ai circa 90 miliardi delle prime contestazioni della Guardia di Finanza o rispetto alla sanzione di circa 2,5 miliardi comminata in primo grado ai dieci concessionari (tra il primo grado e l’appello, otto delle dieci concessionarie coinvolte avevano scelto di aderire alla sanatoria prevista dal decreto Imu versando il 30% della somma riportata in primo grado, mentre Bplus e Hbg avevano deciso di proseguire nel giudizio d’appello), ma 407 milioni di euro certo non fanno male all’erario. Questo risultato complessivo, pari a 837 milioni di euro tra la sanatoria di Letta e le condanne del 6 febbraio, non sarebbe stato raggiunto senza l’azione di un gruppo di finanzieri che ha agito contro i comandi – non entusiasti dell’indagine – e della politica, che ha remato contro con i condoni. “Il futuro ci darà ragione” diceva Wernher von Braun, anticipando la corsa verso lo spazio in tempi in cui la missilistica era legata ai cruenti scenari di guerra. Qualcosa di simile, in un contesto certo meno ambizioso, è scappato anche a me il 29 maggio 2012 quando ho annunciato ai miei ragazzi del GAT Nucleo speciale frodi telematiche che stavo per rassegnare le mie dimissioni. Quel giorno – con la morte nel cuore – ho liquidato con una manciata di firme la mia vita in divisa. Un’avventura cominciata il 30 settembre 1975 alla Scuola militare Nunziatella e durata quasi 37 anni all’inseguimento del sogno di fare qualcosa di buono per gli altri. La Guardia di Finanza aveva pianificato la mia rimozione dall’incarico e la destinazione alla frequenza del corso all’Istituto per gli Alti studi della Difesa dove insegnavo da una quindicina d’anni. Ci furono ben 11 interrogazioni parlamentari sulla mia curiosa vicenda e non servirono a nulla. Ero colpevole di aver “incrinato i rapporti con una Amministrazione consorella” (i Monopoli) mi disse un giorno uno dei vertici GdF: nonostante i più o meno garbati consigli a rimuovere l’incomprensibile ostinazione e a desistere dall’occuparmi delle investigazioni sulle slot machine, la mia squadra – sola contro tutti – arrivò a ricostruire uno scenario sconfortante sul gioco d’azzardo nel nostro Paese. A distanza di quattro anni e mezzo gli stessi personaggi che hanno animato quella straordinaria indagine saltano di nuovo fuori. Non sono riuscito a provare gioia nel leggere che questi signori sono finiti in manette. E’ più forte il ricordo delle mortificazioni del mio reparto e mie personali nel vedere il signor Amedeo Laboccetta diventare deputato della Repubblica, sedere quindi in Commissione Finanze e poi diventare membro di quella parlamentare Antimafia, dove si portò come assistente Francesco Corallo. Lo stesso Francesco Corallo che alla fine del 2013 mi denunciò per diffamazione e non si presentò all’udienza in cui – lui latitante – io provavo il brivido, dopo mesi di angoscia e dolore, di trovarmi nel banco sbagliato. L’archiviazione di quel giorno non ha cancellato i segni delle prepotenze subite anche dopo esser stato costretto a mollare quella che era la mia vita. Vorrei, invece, sapere dai miei superiori di allora se hanno coscienza di quel che mi hanno costretto a fare. Vorrei poi che la gente, vedendo come le cose possono evolvere e cambiare, non si arrendesse, non continuasse a piegare la testa. Qualunque ne sia il costo.

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Tramite il gruppo civico Cambiare partecipo ad un progetto di rinnovamento della classe politica di Ferentino. Con questo sito internet cerco di informare e creare una discussione trasparente circa le scelte operate dall'amministrazione comunale.   Lavoro in architettura e restauro, progettando e realizzando ambienti, strutture, arredi ed oggetti tramite la mia azienda, Fornaci Giorgi, che produce pavimenti, rivestimenti ed elementi architettonici in cotto fatto a mano.   Mi interesso di arti visive, interfacce uomo macchina, applicazioni internet. Ho il pollice verde ed amo mia moglie Domitilla e nostra figlia Charlotte.   In passato ho collaborato con Wikipedia, Ubuntu, Live Performers Meeting, Il Cartello per la promozione e diffusione delle arti, Greenpeace, Festival Arrivano i Corti, Il Giardino delle Rose Blu, Il Gabbiano.

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