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Per favore: cancellate le interviste alla gente comune

Vorrei avanzare un’immodesta proposta: l’abolizione nei telegiornali, o in altri programmi informativi, delle interviste alla cosiddetta gente comune. Provo a proporre dieci buon motivi per la loro definitiva cancellazione.

1) Innanzitutto, non servono a niente, sono piene di banalità, fanno colore e basta;

2) Sono altamente manipolabili: il giornalista fa dieci interviste e manda in onda quelle tre o quattro che servono a sostenere la tesi del servizio;

3) La gente, pur di apparire, è pronta a dire qualunque cosa, a sostenere qualsiasi tesi, come hanno dimostrato le gag del «tg della strada» di Geppi Cucciari. La stessa persona, intervistata per un finto Tg3 diceva bianco, intervistata per Studio Aperto diceva nero;

4) Il passante disposto a farsi intervistare per strada da un tg o è un perdigiorno o un esibizionista. Spesso entrambe le cose;

5) L’uomo della strada viene spesso spacciato come opinione pubblica (altro fantasma temibile) o come «vox populi», il che non è vero. È solo sbornia demagogica;

6) Le intervista per strada (alla cui famiglia appartengono anche le interviste al citofono) servono solo al giornalista per non assumersi la responsabilità etica di quello che sta mandando in onda;

7) Con l’abolizione dell’intervista all’uomo della strada si eviterebbe che il cronista si avvicini a una persona che ha appena subito una grave disgrazia e l’assalga con la fatale domanda: «Cosa ha provato in quel momento?» oppure «È pronto a perdonare l’assassino di sua figlia?»;

8) Bisogna oscurare per sempre i vicini di casa, quelli che richiesti di un parere sul «mostro» che abita sul loro pianerottolo rispondono ogni volta: «Era una persona normale, a posto, tranquilla». E stanno parlando di uno che ha appena compiuto una strage;

9) Quando Winston Churchill ha pronunciato la famosa frase — «la democrazia è la peggior forma di governo possibile, eccezion fatta per tutte le altre» — aveva in mente le interviste radiofoniche alla gente comune;

10) Esiste la fondata possibilità che gli intervistati non capiscano la domanda, soprattutto per come è stata posta dai giornalisti. Quindi, meglio evitare.

Aldo Grasso

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Tramite il gruppo civico Cambiare partecipo ad un progetto di rinnovamento della classe politica di Ferentino. Con questo sito internet cerco di informare e creare una discussione trasparente circa le scelte operate dall'amministrazione comunale.   Lavoro in architettura e restauro, progettando e realizzando ambienti, strutture, arredi ed oggetti tramite la mia azienda, Fornaci Giorgi, che produce pavimenti, rivestimenti ed elementi architettonici in cotto fatto a mano.   Mi interesso di arti visive, interfacce uomo macchina, applicazioni internet. Ho il pollice verde ed amo mia moglie Domitilla e nostra figlia Charlotte.   In passato ho collaborato con Wikipedia, Ubuntu, Live Performers Meeting, Il Cartello per la promozione e diffusione delle arti, Greenpeace, Festival Arrivano i Corti, Il Giardino delle Rose Blu, Il Gabbiano.

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