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Indagine: Farmacie Comunali di Ferentino in rosso

In breve. Le farmacie comunali di Ferentino rappresentano un patrimonio pubblico che ha sempre funzionato. Generando utili, portano anche soldi nelle casse comunali per realizzare altre opere e servizi.

Dal 2009 invece le Farmacie accumulano debiti, e il valore della società è ampiamente diminuito.
Il rischio è quello di assistere alla svendita di uno dei pochi patrimoni rimasti ai cittadini di Ferentino, per via del Patto di Stabilità: è infatti obbligatorio cedere le quote delle società partecipate che siano da 3 anni in perdita.
Il mio gruppo si oppone tramite una minuziosa analisi economica, ipotizzando che la situazione debitoria sia pilotata a danno dei cittadini di Ferentino.

 

Offriamo questi documenti al cittadino che vuole informarsi.
Documenti di bilancio 2005/2011 [.pdf]
Tabella riepilogativa [.html] [.pdf]
Archivio documenti utilizzati per la presente analisi [.link]

 

La mia opinione? Servizi pubblici come Farmacie, Raccolta differenziata, Sistema idrico e Trasporti sono beni comuni importantissimi.
Bene comune vuol dire “qualcosa che è anche di tua proprietà, perché pagato con le tue tasse“. Se le Farmacie fossero davvero tue (e lo sono), davvero le lasceresti andare senza controllare i conti, o tentare di rimetterle in piedi?
Vuoi fregartene di aver buttato i tuoi soldi? Io no.
Le Farmacie non vanno vendute perché, oltre ad essere utili, sono delle vere e proprie aziende: con tutte le difficoltà ed incertezze che l’impresa comporta, ma anche con posti di lavoro e possibilità di guadagni.
L’Amministrazione Comunale, in quanto socio di maggioranza, ha ogni potere per rivedere il consiglio di amministrazione e la gestione economica. Ma non ha mai usato questi strumenti per gestire le Farmacie con profitto,
Visti i continui tagli alle risorse attuati dal Governo, il piano di salvataggio delle Farmacie si inserisce nel più ampio progetto di revisione delle aziende comunali, al fine di ottenere utili da investire in altre opere: è un piano che intende delineare un chiaro limite tra il rischio d’impresa e la truffa ai danni del cittadino ferentinate.

 

 

 

Indice

Comunicato di Italia dei Valori Ferentino
La storia nel dettaglio
L’analisi dei numeri di bilancio
Dati statistici e opinioni di tecnici del settore

Parola agli amministratori per spiegare le loro ragioni
Margini operativi per una farmacia
Il rischio di svendita di un importante bene comune: domande e conclusioni

 

 

Comunicato stampa.

Da tre anni Italia dei Valori di Ferentino denuncia la drammatica situazione finanziaria delle Farmacie Comunali: una Società che produce soltanto perdite, che accumula debiti, che distrugge il capitale ed il patrimonio.
Siamo intervenuti più volte con articoli di giornale, volantini, manifesti e interrogazioni al Sindaco e alla sua amministrazione, senza ottenere risposte che citassero dati reali. Siamo stati anzi accusati di essere in malafede e di essere ignoranti, di non saper leggere i numeri, di non capire i bilanci.

Ebbene, il 10 dicembre scorso l’amministrazione Fiorletta ha confermato nero su bianco le nostre denunce, con una delibera consiliare che stabilisce questi punti fermi:

1. il capitale sociale della Società Farmacie Ferentino srl da 120.000 € è diventato prima ZERO e poi -44.592,20€.

2. la società non ha mai prodotto utili: nel 2011 ha perso 137.601,09€ e nei primi nove mesi del 2012 ha perso 93.252,59€.

3. nell’assunzione del personale, nell’affidamento di incarichi professionali, nell’acquisto di beni e servizi la società non ha mai rispettato i principi di carattere generale della pubblica amministrazione: non ha fatto concorsi e non ha fatto gare.

Se la cittadinanza non si mobilita, fra non molto assisteremo alla svendita della quota comunale della società. Un danno per i cittadini, che perdono un bene comune e una azienda che potenzialmente può portare consistenti utili nelle casse comunali.

 

 

La storia nel dettaglio.

La costruzione di una rete di farmacie comunali è prioritaria fin dagli anni ’50: oltre a fornire un servizio di consulenza sanitaria, queste garantiscono farmaci ad un prezzo inferiore anche nelle periferie delle città, in favore delle fasce più deboli della popolazione.

Finché la gestione delle Farmacie Comunali è stata “in economia”, il bilancio dell’azienda era inserito nel Bilancio del Comune, e quindi le operazioni erano indistinguibili. Erano presenti una serie di situazioni debitorie sulle quali stiamo indagando.
Dalla fondazione della società partecipata con socio privato, numerose sono state le incongruenze.

Invece di una gara ad evidenza pubblica, la scelta del socio privato è stata portata avanti con una trattativa diretta. L’intervento del socio privato non è quindi mai stato chiarificato: il Comune ha costituito la nuova società e poi ceduto una quota del 49%, a fronte di non si sa bene cosa.
Assunte persone senza concorso ed effettuati acquisti senza gare, i primi anni di gestione sono misteriosi. Anche perché il consiglio di amministrazione, composto di 3 membri, vedeva 2 membri – tra l’altro anche coniugi – facenti capo al socio di minoranza: una situazione anomala in qualsiasi società, in cui il socio di maggioranza, per aver maggiore controllo e potere decisionale, cerca sempre di detenere la maggioranza nel CdA.

Non ancora rodata la società, già viene “individuato il luogo dove spostare la Farmacia Stazione”: lo leggiamo nel Bilancio 2005. Forse è questo il senso di tutta l’impresa? Documento che tra l’altro presenta un’incongruenza non da poco: il Patrimonio netto di chiusura 2005 non corrisponde al Patrimonio netto di apertura 2006. Forse la Notte di Capodanno ha portato doni?

Nel 2006 si riconoscono compensi aggiuntivi per i consiglieri (5.000€ oltre oneri accessori) e si acquista una Lancia Musa per gli spostamenti del personale della società (23.000€).

Nel 2007 la società passa da 12 a 13 dipendenti, un consigliere riceve compensi accessori per 3.770€, il collegio sindacale si vota un aumento e riceve compensi per 17.500€.

Nel 2008, alla nascita della nuova Farmacia Stazione (un edificio di ottima fattura, ma con una spesa che ha ampiamente sforato le previsioni? Forse un errore di valutazione?) ecco 92.991€ di arredi, €40.256 di stigliatura (per chi non comprendesse il termine, è la completa attrezzatura per svolgere l’attività), ed un patrimonio netto che, dai 634.466€ iniziali, scende di botto a 186.213€.
Si decide anche di realizzare un doppio parcheggio, cancellando una montagnola di terreno che rende la Farmacia – di fatto – una attività commerciale ben in vista su Via Casilina, snaturando il concetto iniziale di “farmacia in area periferica Stazione Ferentino”.

A questo punto (2010) il finanziamento fruttifero dei soci comincia a pesare, con un valore iniziale di 630.000€, che aggiunto di interessi arriva a 672.125€.
E assieme ad un mutuo di 603.977€, fa un totale di 1.276.103€ di debiti.
Non dimentichiamo gli interessi:

– interessi passivi verso banche: 72.856 €
– commissioni bancarie di massimo scoperto: 9.507 €
– interessi passivi su dilazioni di pagamento fornitori: 31.934 €
– interessi passivi su mutui ipotecari: 40.372 €
– interessi passivi su contratti di leasing: 43.110 €
– totale: 158.981 €

I conti si incasinano non poco, e il consiglio di amministrazione decide che “la ripartizione dei ricavi secondo le diverse categorie di attività non è significativa”, onde evitare eccessiva trasparenza nei bilanci.
Il consiglio di amministrazione stesso però elargisce 5.000€ ad un consigliere, 34.358€ al collegio sindacale, 25.572€ per una consulenza contabile, 5.508€ per una consulenza sulle paghe e 23.197€ per software. Si aggiungono l’ammortamento per l’avviamento della nuova farmacia (53.300€) e dei fabbricati per (28.470€).

Ed è così che si prosciuga completamente il fondo oneri e rischi diversi di 180.000€. Si approva il bilancio 2010 utilizzando la riserva da conferimento per 248.252€ ed una riduzione di 20.000€ del capitale sociale per coprire la perdita.

E qui accade un primo fatto che dovrebbe far riflettere il cittadino.
Riducendo il capitale sociale sotto i 120.000€ non va più nominato il collegio sindacale ai sensi dell’art.2477cc, ma basta un amministratore unico. Con la scusa del risparmio di 39.358€, si crea un caso singolarissimo: in una azienda di proprietà del Comune, l’Amministratore unico è il socio di minoranza. Abbiamo ricevuto molte segnalazioni su questa mossa, che i cittadini ritengono piuttosto strana.

Al 31 Dicembre 2010 sussiste il presupposto della continuità aziendale, quindi si va avanti. Ma alla prima Assemblea Ordinaria (7 Luglio 2011) già si lamenta l’aumento dei costi relativi al personale dipendente, agli interessi bancari passivi, agli ammortamenti e ai costi per i servizi. E tutto è esplicitamente dichiarato nel verbale come dovuto all’entrata in funzione della farmacia Stazione: si legge infatti “i costi per i servizi (utenze, pulizie, imballaggi) sono aumentati per l’attivazione della nuova farmacia, che ha una superficie molto più ampia”.

Alla fine, i risultati saranno terrificanti. L’esercizio risulta in perdita di:

– Settembre 2012: -93.252,59 €
– Dicembre 2011: -137.601,09 €
– Dicembre 2010: -268.252 €
– Dicembre 2009: -179.878 €

E a Dicembre 2012 l’attuale Amministrazione comincia a discutere se mantenere o no la quota in questa società partecipata.
Che il cittadino tragga le sue conclusioni.

 

 

L’analisi dei numeri a bilancio.

In questa tabella riepilogativa [.html] [.pdf] sono evidenziate le varie incongruenze nella gestione.

1) L’utile dell’azienda è stato al massimo dello 0,18%. Ora è del -7%!
E’ normale affrontare la valle della morte (in gergo economico, il momento in cui una azienda ha ricevuto il capitale iniziale ma ancora non genera profitti) ma sono anche passati 6 anni.

2) Nel 2009 e 2010 i prodotti sono stati venduti a prezzo inferiore del loro prezzo di produzione.
A Ferentino neghiamo anche le più basilari logiche del commercio.

3) Tra il 2006 e il 2010 ci sono 1.300.000€ in bilancio la cui destinazione non è chiara.
Sottraendo al costo di produzione il costo delle materie prime, si ottiene una stima dell’unico altro costo che sembra concorrere alla produzione: quello di manodopera. Eppure confrontando le cifre ottenute con le voci di stipendi, tfr e servizi manca più di qualcosa all’appello.

4) La percentuale di rimanenze di magazzino si aggira attorno al 25%.
E occhio alle date di scadenza! Peccato che, oltre ai 101.233€ del 2005, la cifra annua di farmaci scaduti portati a distruzione non sia indicata in bilancio.

5) Il rapporto di indebitamento sul valore della produzione supera il 140%.
Lavorare in questo spazio operativo è una decisione gestionale molto azzardata, anche in tempi di crescita economica. Figuriamoci oggi.

6) Il patrimonio netto alla chiusura da 812.410€ è sceso a 186.000€.

7) Esistono incongruenze tra le cifre di chiusura dell’anno 2005 e quelle di apertura del 2006. Stessa situazione nel 2009 e 2010.
Queste cifre si trovano in bilanci ufficiali e approvati.
Un errore così grave mette in luce sbadataggine ed incompetenza. Poi non lamentiamoci se i costi della nuova Farmacia Stazione sono stati ampiamente sottostimati, ponendo le basi per un investimento rischioso per il Comune di Ferentino.
Fatto con i soldi dei cittadini, ovviamente.

 

 

Dati statistici e opinioni di tecnici del settore.

Gli studi di settore (vedi archivio) ci dicono che l’utile di una farmacia deve essere almeno del 10%. Abbiamo allora intervistato vari farmacisti e tecnici, chiedendo di analizzare i dati di bilancio e dirci la loro.

Acquisti. Per indagare su alcuni eccessivi ingressi in magazzino, il farmacista G.P. di Roma ci fa l’esempio dei prodotti ad alta rotazione. Vendendo 100 “cardioaspirine” al mese, con una dilazione del pagamento a 3 mesi, è buona pratica ordinare 300 pezzi, ottenendo uno sconto extra. Ma non più della normale rotazione, infatti:

Alcuni responsabili acquisti non troppo… responsabili, preferiscono ordinare di più per avere un regalo (spesso schermi tv o telefoni cellulari), che non passano nella contabilità. Ci fu una persona che, per raggiungere il tetto di 100.000€ in profilattici, ottenne in regalo una Fiat Panda: non essendo soldi suoi, riempire il magazzino gli era sembrata una buona idea pur di avere una macchina nuova. Ma alla fine dell’anno i conti ovviamente non tornavano“.

A Ferentino abbiamo 520.000€ di rimanenze (2011).

Farmaci in nero. La possibilità di avere farmaci in nero è limitata, spesso anche per la serietà delle grandi multinazionali farmaceutiche. La possibilità di tale analisi quindi andrebbe ristretta alle forniture di piccole aziende italiane, che producono farmaci generici: nell’ambito farmaceutico è nota l’indagine su alcune aziende nella zona Casal di Principe. Peccato che l’Amministrazione Comunale non abbia mai chiesto questa indagine.

Distruzione dei farmaci scaduti. L’Ass.Inde (Associazione per l’indennizzo dei Resi delle Specialità Medicinali) si occupa di rimborsare una parte del costo dei farmaci portati a distruzione (vedi archivio): nei bilanci delle farmacie di Ferentino non compare mai. Si distruggono però 100.000€ di prodotti scaduti (2005, dati per anni successivi non disponibili).

I contratti di lavoro. Il consulente del lavoro G.F. di Frosinone evidenzia che avere 12 persone part time non conviene: si ottengono 200€/mese di differenza, ma con un orario molto ridotto in confronto: 44 ore contro 30. E’ accaduto però che nell’assemblea di Luglio 2011 si innalzasse il tempo di part-time a 38 ore, con maggior onere contributivo rispetto ad un contratto a tempo pieno.

Spese ordinarie. A detta di numerosi farmacisti, le pulizie possono essere eseguite dal personale della farmacia: a Ferentino valgono 16.000€ l’anno (2005, dati per anni successivi non disponibili).
Altre risorse (6.000€) vengono destinate per la cura dello spazio verde di fronte alla Farmacia Stazione.
Riguardo gli imballaggi, che vengono spesso citati, la cifra non è esplicita. Ma alcune case farmaceutiche regalano le bustine in plastica biodegradabile e la carta per incartare i farmaci, e la spesa non dovrebbe superare i 2.000€ l’anno.

Alcuni dati statistici. Seguono alcuni dati sulle Farmacie nella Provincia di Frosinone (vedi archivio): si noti che le farmacie comunali di Ferentino non sono considerate rurali, quindi non godono di agevolazioni dalla Regione Lazio.

Farmacisti nella provincia di Frosinone: 480
Farmacisti titolari di farmacie: 24%
Farmacie nella provincia di Frosinone: 153
Farmacie comunali nel Lazio: 140

Spesa territoriale del SSN tramite le farmacie: 17,9% della spesa sanitaria complessiva
Prescritte 857 dosi di farmaco ogni 1.000 abitanti (+47,5% rispetto al 2000)
Ogni cittadino ha ricevuto nel 2006 in media 29 confezioni di farmaci (16 rimborsate dal SSN)
Regione Lazio ha il valore più elevato di spesa territoriale per farmaci (pubblica e privata): 409,7€ pro capite
Farmaci acquistati attraverso le farmacie pubbliche e private rappresentano l’82% della spesa complessiva
Quota a carico del Servizio Sanitario Nazionale: 57%

Fatturato medio nazionale di una farmacia per comuni di 20.000 abitanti: 1.829.420€ (dato 2006)

Appena possibile aggiungeremo altri dati statistici significativi per l’analisi.

 

 

Parola agli amministratori per spiegare le loro ragioni.

La nostra indagine non è un atto d’accusa contro chi lavora in Farmacia, ma contro il socio di maggioranza Comune di Ferentino, che non svolge MAI il ruolo di controllo che gli compete. E’ per noi importante fornire ai diretti interessati la possibilità di chiarificare meglio la situazione, tramite questa sezione del presente report: la trasparenza viene anche con una corretta informazione!
Commenta o scrivimi all’indirizzo info@marcoinfussi.it per qualsiasi segnalazione, che verrà pubblicata e discussa nei futuri aggiornamenti di questa analisi.

Ecco le teorie a discolpa di chi amministra farmacie:

– abbassamento quotidiano del prezzo dei farmaci, con relativa perdita di valore di magazzino (per via dei generici, i prezzi della fascia A hanno segnato un -7,6% su base annua, ma dal rapporto Osmed l’andamento generale dei prezzi risulta in crescita: vedi archivio)

– prodotti scaduti, deteriorati o revocati

– interessi passivi per rinnovo arredi e attrezzature

– sconto regressivo sempre in aumento applicato dal SSN (vedi archivio)

– servizi aggiuntivi richiesti dal SSN erogati gratuitamente (guardia farmaceutica, CUP, misurazione della pressione, esami diagnostici di prima istanza, distribuzione per conto AUSL, monitoraggio della spesa farmaceutica tramite connessioni telematiche, farmacovigilanza)

La prima posizione è facilmente demolita: i commercianti di tutti gli altri settori lavorano in condizioni di libero mercato, con prezzi che oscillano e subiscono concorrenza. Variazioni di prezzo, condizioni di distribuzione e tariffe vengono di norma eseguite con preannuncio di 4 mesi!

La seconda considerazione dipende solo dalla corretta gestione del magazzino: quante volte ci siamo sentiti dire “Lo ordino e arriva dopodomani” ?. Affrontare il rischio d’impresa è il compito dell’amministratore.

La constatazione degli interessi passivi, rapportata alla situazione di Ferentino, è il proverbiale “passo più lungo della gamba”.

Le ultime due posizioni hanno invece qualche fondamento, per questo vengono investigate nel seguente articolo sui margini operativi per una farmacia (vedi archivio).

 

 

Margini operativi per una farmacia.

Il Servizio Sanitario Nazionale richiede uno sconto fisso sui farmaci, che va a limare il guadagno del farmacista (vedi archivio). Lo sconto obbligatorio a carico delle farmacie è in misura progressiva in relazione al prezzo di vendita al pubblico. Ecco una tabella riassuntiva dei prezzi.

Il Decreto Bersani ha equiparato il farmaco senza obbligo di prescrizione ad un qualsiasi altro bene per quanto riguarda il prezzo di vendita, che oggi è totalmente libero e lasciato alla scelta del farmacista

In occasione del sisma del 6 aprile 2009, le provvidenze a favore dei terremotati sono state un pretesto per un ulteriore sconto dell’1,4%. L’ulteriore sconto in favore del SSN era nell’aria da quando si era scoperto che sui medicinali generici il margine di utile praticato dalle farmacie era ampiamente superiore a quello previsto dalla legge per le specialità medicinali. Questa legge ha graziato solo le farmacie rurali più disagiate.
Sono state previste anche sanzioni pecuniarie nel caso del mancato rispetto dei margini spettanti ai produttori, grossisti e farmacisti, rispettivamente 58,65%, 6,65% e 26,7% e lasciando libero l’8% restante da ripartirsi tra grossista e farmacista.
La farmacia può così contare, per i generici, su di un potenziale utile massimo del 41,35% per gli acquisti diretti.
Per la farmacia la sanzione, in caso di violazione, va da 500€ a 3.000€ e, in caso di reiterazione può essere disposta la chiusura della farmacia per non meno di 15 giorni.

Nel predisporre una serie di norme finalizzate al contenimento della spesa pubblica, il Governo, approvando il D.L. 78/2010, ha introdotto un nuovo intervento sulla spesa farmaceutica. Tale provvedimento ha posto l’attenzione sui margini della farmacia attraverso l’introduzione di un ulteriore sconto del 3,65%, anche per le farmacie rurali.
In sede di conversione in legge lo sconto è stato poi spalmato tra l’industria e la farmacia, rimanendo a carico di quest’ultima l’1,82%. L’operazione attuata e contenuta nell’art. 11 del D.L. 31.05.2010, n. 78 convertito nella legge 30.07.2010, n. 122 ha di fatto preso atto di quanto era nelle consuetudini commerciali che vedevano la farmacia ottenere dalla distribuzione intermedia un utile percentuale maggiore rispetto al 26,7 previsto, trasferendo il 3,65% di questo utile dal grossista alla farmacia che viene così ad avere, per legge, il 30,35 di utile, sul quale vanno applicati sia gli sconti per fasce di prezzo che l’ulteriore sconto del 1,82%.

Trattando dei margini di remunerazione sugli altri prodotti, non può essere dimenticata la “Tariffa nazionale per la vendita al pubblico dei medicinali, prevista dall’art. 125 del Testo unico delle leggi sanitarie (vedi archivio). Questa stabilisce che, per la determinazione del prezzo al pubblico dei medicinali magistrali (sono i medicinali preparati dal farmacista in farmacia per un determinato paziente), tale tariffa sia aggiornata ogni due anni a cura del Ministero della Sanità (oggi Ministero della Salute), sentita la Federazione degli ordini dei farmacisti. L’ultima edizione della tariffa però risale al 18 agosto 1993.

 

 

Il rischio di svendita di un importante bene comune: domande e conclusioni.

Abbiamo detto che, per via del Patto di Stabilità, i Comuni devono obbligatoriamente liberarsi delle aziende partecipate in perdita da 3 anni. Come ogni legge in Italia, nemmeno il Patto di Stabilità è chiarissimo su come conteggiare esattamente i 3 anni, quindi il cittadino ferentinate ha ancora tempo per sistemare la situazione.
Nel trasferimento della titolarità delle farmacie in gestione comunale verso un privato, i dipendenti hanno diritto di prelazione e ad essi si applicano le norme dell’articolo 7 della legge 362/1991 (vedi archivio).
Questo significa che chi attualmente gestisce la farmacia ha il diritto di acquistarla qualora fosse messa in vendita.
Ma sono ancora troppe le coincidenze e le incongruenze, sulle quali il cittadino di Ferentino dovrebbe interrogarsi.

– Non è il caso di indagare sull’effettivo contributo del socio privato alla società?
In fin dei conti la riserva di conferimento (denaro dei cittadini) si è azzerata, ma l’investimento del socio privato viene restituito dalla società a rate e con interessi, come un vero e proprio mutuo. Questa scelta non azzera il rischio d’impresa per il socio privato, ponendo tutto il rischio a carico della comunità?

– La Farmacia originariamente doveva servire una zona periferica: Via Stazione Km. 5, cioè i dintorni della Stazione Ferroviaria, le campagne e la zona industriale. La farmacia invece è ora in Via Stazione Km. 0, cioè sulla Via Casilina (a testimonianza di questo, la necessità di abbattere la montagnola di terra che visivamente la divideva dalla grande arteria).
Il primo anello attorno al paese non è certo periferia, e la farmacia risulta in concomitanza con almeno altre 3 farmacie a meno di 2 km di distanza. La Regione Lazio, che determina il numero di farmacie per comune e la loro dislocazione, vede formalmente una identica dislocazione (sempre Via Stazione), ma a tutti gli effetti la Farmacia Stazione di Ferentino non è più rurale o periferica (il che oggi comporterebbe anche alcune agevolazioni).
Perché questa strategia? Questo posizionamento offre un servizio migliore ai cittadini rispetto al precedente? Oppure è stato studiato per un migliore impatto commerciale a discapito delle farmacie private limitrofe?

– E’ il caso di vendere la struttura per avere denaro liquido quanto prima? Oppure è il caso di rimettere in ordine i conti?

– C’è un disegno dietro la sequela di eventi? Si sta configurando la svendita? La Farmacia è un bene strategico?

– Nel costituire la società Farmacie, il Comune di Ferentino ha fornito la proprietà ed una riserva di conferimento di 675.000€. Quanto ha fornito alla società il socio privato?

– Non è una cifra eccessiva lo smaltimento di 100.000€ di farmaci scaduti? Perchè per gli anni successivi al primo non è specificata la quota di farmaci avviati a smaltimento? Eppure le apposite ditte rilasciano dei certificati.

– Perchè il patrimonio netto di chiusura del 2005 è di  €791.516, e il patrimonio di apertura del 2006 differisce?

– La Farmacia Stazione, per la cui costruzione è stato necessario un mutuo di 700.000€ nel 2007, non è un edificio troppo costoso?
Viste le ingenti spese di gestione, la società di conseguenza non risulta sottocapitalizzata?
E visti gli interessi passivi per mutui, non soffre di mancanza di liquidità?
Qualcuno ha mai ammesso questi errori di valutazione?

– Perché nel 2008 si è cambiato il criterio di valutazione del magazzino?
In farmacia non dovrebbe essere applicato sempre il criterio FIFO (first in – first out) per via delle date di scadenza dei prodotti?

– Perchè si è deciso di spalmare il piano di ammortamento dei costi di avviamento in 18 anni, per poi modificarlo in 20 anni? Non è questo un chiaro indice di una serie di errori di valutazione sulla corretta capitalizzazione della società?

– Perchè di nuovo nel 2010 il valore di produzione iniziale risulta differente da quello del bilancio approvato nel 2009?

Con queste domande vorrei che si aprisse una discussione seria con i cittadini, e soprattutto che ci fosse l’occasione vera di un confronto con l’Amministrazione, a cui chiediamo una volta per tutte la verità dei fatti e soprattutto la direzione verso cui stanno guidando la società Farmacie.

Solo con una indagine puntuale e con lo studio approfondito del problema è possibile trovare una soluzione efficace.
Come dimostra questo report, il nostro gruppo è formato da persone capaci di districarsi nei meandri burocratici, amministrativi e finanziari delle imprese.

Ma senza il supporto dei ferentinati che hanno a cuore il loro futuro, queste informazioni resteranno segrete ai più, proprio come gradirebbe l’attuale Amministrazione per agire indisturbata.
E’ per questo che ti invitiamo a stampare e diffondere il presente report.

Grazie,

 

Marco Infussi 

 

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Tramite il gruppo civico Cambiare partecipo ad un progetto di rinnovamento della classe politica di Ferentino. Con questo sito internet cerco di informare e creare una discussione trasparente circa le scelte operate dall'amministrazione comunale.   Lavoro in architettura e restauro, progettando e realizzando ambienti, strutture, arredi ed oggetti tramite la mia azienda, Fornaci Giorgi, che produce pavimenti, rivestimenti ed elementi architettonici in cotto fatto a mano.   Mi interesso di arti visive, interfacce uomo macchina, applicazioni internet. Ho il pollice verde ed amo mia moglie Domitilla e nostra figlia Charlotte.   In passato ho collaborato con Wikipedia, Ubuntu, Live Performers Meeting, Il Cartello per la promozione e diffusione delle arti, Greenpeace, Festival Arrivano i Corti, Il Giardino delle Rose Blu, Il Gabbiano.

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